Deliri partitocratici: Grillo vieta la partecipazione ai talk show ai candidati del M5S

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Beppe Grillo ha ufficialmente vietato la partecipazione dei candidati del M5S (Movimento 5 Stelle) ai talk show televisivi. Le sue parole, riportate sul Fatto Quotidiano, sono state: “Chi partecipa ai talk show deve sapere che d’ora in poi farà una scelta di campo”. Si riferisce evidentemente alla partecipazione di Paolo Putti a Ballarò, nonché alle apparizioni di Federico Pizzarotti e Vincenzo Bernazzoli a Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber su La7.

L’idea è che la partecipazione ai ‘comizi’ televisivi danneggi l’immagine di un movimento che per definizione è nato sul web e poco ha da spartire con la televisione. Non è però una presa di posizione alquanto partitocratica, da segretario di partito navigato della prima ora, quella di vietare una possibilità di legittimo confronto televisivo? Soprattutto perché questi toni dittatoriali vengono da colui che si proclama ispiratore del movimento, ma non leader politico. Da colui che rifiuta la catalogazione del movimento come movimento politico. E allora, se si tratta per l’appunto di un movimento, in cui si presume che le idee debbano essere molteplici quali sono i suoi membri, perché queste infantili imposizioni?